Stress · 4 min di lettura ·
Dieci ore fra mouse e telefono, e la sera quella riga che brucia sul bordo della scrivania. Cosa cambiare nella postazione e cosa scioglie il polso.
Se hai 30 secondi
- 1Se nasce dal mouse resta nella mano che lo usa. In tutte e due, parlane col medico.
- 2Avambraccio appoggiato e orizzontale, polso dritto e fuori dal bordo, mouse accanto alla tastiera.
- 3Allena gli estensori, sopra l'avambraccio: stabilizzano il polso e sono i più deboli.
Il dolore al polso da mouse è quasi sempre un sovraccarico: ore di gesti piccoli e ripetuti, col polso piegato indietro sul bordo della scrivania. Si allenta cambiando la postazione, sciogliendo il polso ogni giorno e rinforzando i muscoli sopra l'avambraccio. Se le dita formicolano di notte, decide il medico.
Sono le sette di sera. Chiudi il portatile e senti quella riga che brucia sul bordo del polso, la stessa che da due settimane ti sveglia con le dita addormentate. Lo vedo spesso: dieci ore fra mouse e telefono, e la colpa agli anni.
Dolore al polso da mouse: come si riconosce?
Dal modo in cui arriva. Nessun colpo: cresce in settimane, peggiora nelle giornate lunghe al computer, si calma nel fine settimana.
- Una riga che brucia. Dove il polso appoggia sul bordo del tavolo.
- La mano che si addormenta. Formicolio al pollice e alle prime dita, di notte.
- La presa che cede. Il bicchiere scivola, girare una chiave costa.
- Un lato solo. La mano del mouse, mentre l'altra sta bene.
Perché il mouse fa male al polso?
Perché è l'articolazione più complicata che hai e la meno protetta. Dieci ossa si muovono lì dentro, e il danno viene dalla ripetizione: lo stesso punto caricato male per mesi.
Gli estensori sono deboli e nessuno li allena. I muscoli sopra l'avambraccio, quelli che aprono la mano, sono i veri stabilizzatori del polso: restano attivi in ogni suo movimento. Sono anche molto più deboli dei flessori, e in palestra come alla scrivania lavorano quasi solo quelli. Da lì nascono i fastidi di polso e di gomito.
Dentro il polso lo spazio è poco. Nel canale dove passa il nervo mediano basta un po' di liquido in più per schiacciarlo: formicolii, dita addormentate al risveglio, crampi alle mani.
Il polso sta bene con l'appoggio giusto e col movimento di ogni giorno.
Dolore al polso: cosa fare?
La postazione, in due minuti. Avambraccio appoggiato al tavolo e orizzontale, gomito vicino al corpo, polso dritto e sollevato dal bordo. Il mouse accanto alla tastiera: più allunghi il braccio, meno appoggio resta all'avambraccio. Schermo all'altezza degli occhi. E molla la stretta: i muscoli che chiudono la mano entrano in gioco davvero dal settanta per cento della tua forza in su.
Tre movimenti, ogni volta che ti alzi dalla sedia. Cerchi lenti col polso, trenta secondi per lato: il liquido che lubrifica l'articolazione lo produce il movimento, e scarseggia se la tieni ferma. Palmo contro palmo davanti al petto, gomiti larghi, giù da trenta a sessanta secondi, fino a una lieve tensione e mai al dolore. Poi il dorso della mano sul tavolo, dita verso di te, altri trenta secondi.
Gli estensori, due volte a settimana. Avambraccio sulla coscia, palmo in basso, mano oltre il ginocchio, un manubrio leggero: alzi il dorso della mano e lo riporti giù piano. Carico basso davvero.
Il telefono conta quanto il mouse. Il pollice tiene il polso piegato e tira gli stessi tendini: appoggia i gomiti e alzalo verso gli occhi. L'errore che fanno quasi tutti è passare la pausa a scorrere lo schermo. Quando ti alzi per i tuoi due minuti, mani libere.
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Sono le cinque, il polso brucia e hai due ore di mail. Cosa fai?
Comincia dal gesto che ti costa meno. Il polso lo usi per scrivere, guidare e stringere la mano a un cliente: vale due minuti.


