Mente · 4 min di lettura ·
Rimandare ti protegge da un'emozione scomoda. Si sblocca con un gesto piccolo, fatto all'ora giusta.
Se hai 30 secondi
- 1Rimandare è un'abitudine, come circa il 40-45% delle scelte di un giorno: ti premia col sollievo.
- 2Riduci la cosa difficile al primo gesto, da due minuti, e fallo subito.
- 3Mettila fra le 9 e le 12, prima della posta: è la fascia in cui la testa rende di più.
Come smettere di procrastinare? Riduci la cosa che rimandi al primo gesto concreto, così piccolo da durare due minuti, e fallo al mattino, prima di aprire la posta. La procrastinazione raramente è pigrizia. Più spesso è il modo con cui il cervello si toglie di torno un'emozione scomoda, e pesa di più quando l'energia è bassa.
La telefonata al cliente che non paga è lì da tre giorni. Il piano per il consiglio d'amministrazione lo apri, guardi la prima pagina e lo richiudi. Lo vedo spesso nelle persone che seguo: più una cosa conta, più a lungo resta in fondo alla lista.
I segnali che stai rimandando
- Rifai la lista. Riordinare dà una sensazione di controllo, e la prima riga resta lì.
- Prepari all'infinito. Ancora un dato prima di cominciare.
- La sposti a stasera. «Con calma, quando l'ufficio si svuota.»
- Ci pensi più di quanto la fai. La rigiri in testa senza toccarla.
Perché rimando sempre le cose importanti?
Perché rimandare ti dà subito un premio: il sollievo. Eviti la paura di sbagliare o la fatica di cominciare, e il cervello registra che funziona.
È un'abitudine con la sua ricompensa. Procrastinare significa rimandare ciò che sai di dover fare oggi. Il cervello non distingue un'abitudine buona da una cattiva e ripete quella che dà sollievo. E fra il 40 e il 45 per cento delle scelte di una giornata sono abitudini.
Pensarci la ingrandisce. Restare fra «dovrei» e «non ancora», pesando pro e contro, ha un nome, contemplazione cronica, e ci si può restare a lungo. Intanto il compito, di solito, cresce nella testa.
La sera i freni sono più deboli. La corteccia prefrontale, la parte del cervello dietro la fronte che ti fa resistere a un impulso, lavora meno con la stanchezza, sotto stress e a tarda sera. Rimandare a stasera, «con più calma», spesso vuol dire rimandare a domani.
La cosa difficile va al mattino, prima che la giornata decida per te.
Come smettere di rimandare, da domattina?
Abbassando la soglia d'ingresso e scegliendo l'ora. Il cervello prende quasi sempre la strada più facile: rendi facile la cosa difficile e scomoda la fuga, col telefono in un'altra stanza e sullo schermo solo il file che serve.
Il primo gesto, da due minuti. Scrivi la cosa rimandata e accanto la prima azione fisica: comporre il numero, scrivere l'oggetto della mail. Quando senti l'attrito, fai quel gesto senza discuterne. Una volta in moto, di solito vai avanti.
Il difficile fra le 9 e le 12. In quella fascia le funzioni mentali salgono, con il massimo verso mezzogiorno; dopo pranzo la digestione chiede di rallentare. E fallo prima della posta: se aspetti, la giornata trova il modo di impedirtelo.
Decidi prima cosa farai. La sera, a mente fredda, scrivi: «Quando mi viene voglia di aprire la posta, scrivo la prima riga». Sul momento non devi più trattare con te.
Il corpo in forze. Rimandare può essere anche un segno di stress, e dopo una notte corta di solito si rimanda di più: sette o otto ore di sonno vengono prima di qualsiasi tecnica. Allenare il fiato, poi, alza la soglia della fatica, anche mentale.
Chiudi con un premio. Fatto il primo pezzo, segnalo e concediti dieci minuti all'aria. Il dolce lascialo fuori. Così il cervello lega il sollievo al fare.
Prova subito
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Mettiti alla prova
Sono le cinque, la telefonata difficile è ancora lì e hai poca energia. Cosa fai?
Stasera scegli una cosa sola e scrivi il suo primo gesto. Domattina ti bastano due minuti per rimetterla in moto.


