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Giuseppe NotarnicolaHealth Performance Specialist
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Energia · 4 min di lettura ·

Stanchezza che non passa, muscoli senza forza, umore sotto tono: cosa dice il corpo, quanto sole serve e cosa mettere nel piatto.

Se hai 30 secondi

  1. 1Sintomi comuni: stanchezza che non passa, cosce e spalle senza forza, infezioni che tornano.
  2. 2Circa l'80% arriva dal sole: 15-20 minuti su viso e braccia quando c'è, senza crema.
  3. 3Nel piatto pesce azzurro e uova. Il valore si misura col prelievo, la correzione la decide il medico.

Vitamina D bassa, i sintomi: stanchezza che non passa, muscoli deboli su cosce e spalle, dolori sparsi, infezioni che tornano, umore sotto tono nei mesi bui. Nessun segnale vale da solo: somiglia a mille altre cose. Per questo la vitamina D non si indovina, si misura con un prelievo.

Arrivi a novembre e l'energia non c'è. Esci col buio, passi la giornata fra uffici, auto e aeroporti, rientri col buio. Poi il referto segna la vitamina D in basso, con un asterisco e nessuna spiegazione. Lo vedo ogni autunno nelle persone che seguo.

Vitamina D bassa: quali sono i sintomi?

Il segnale più frequente è una stanchezza che il riposo non risolve, con muscoli che rispondono meno. La debolezza si sente prima nei muscoli vicini al tronco, cosce e spalle.

  • Forza che manca dove non te l'aspetti. Alzarsi dalla sedia e salire le scale costano più di un anno fa.
  • Dolori sparsi ed equilibrio incerto. Muscoli indolenziti senza motivo, qualche fastidio alle ossa, il piede meno sicuro al buio.
  • Difese e umore giù insieme. Raffreddori e mal di gola più frequenti e più lunghi, e un umore che segue le giornate corte.

Quali sono le cause della vitamina D bassa?

Nella gran parte dei casi è una cosa sola: poco sole sulla pelle. Circa l'80% della vitamina D la fabbrichi tu, nella pelle, e il mattone di partenza è il colesterolo.

Il resto lo racconta la tua agenda. Lavoro al chiuso, maniche lunghe, la crema solare che blocca proprio quella sintesi. Poi c'è la stagione: fra calciatori professionisti, che si allenano all'aperto, il valore è calato di netto dall'autunno all'inverno. E con gli anni la pelle ne produce meno.

Dal piatto ne arriva poca, perché l'olio di fegato di merluzzo non lo mangia più nessuno. In una rilevazione i livelli inadeguati comparivano in circa un giovane adulto sano su tre.

La vitamina D la fabbrica la tua pelle, e il sole le dà il via.

Come aumentare la vitamina D: sole, piatto e misura

Prendi il sole sulla pelle, non dietro un vetro. Quando c'è, 15-20 minuti con viso e braccia scoperti, fuori dalle ore più forti, e lascia stare la crema. Il vetro dell'ufficio o dell'auto filtra parte della luce utile.

Usa i momenti che hai già. La telefonata lunga camminando, il pranzo chiuso con due passi fuori, il caffè preso davanti al bar.

Nel piatto, i grassi degli animali. La vitamina D vive nel grasso: salmone, sgombro, sardine, uova, burro. Cento grammi di salmone fresco ne hanno più del triplo delle uova, e il latte quasi niente. Pesce azzurro più volte a settimana.

Allena la forza mentre il valore risale. Il muscolo ha i suoi recettori per la vitamina D, e lavora sulle stesse fibre rapide che perdi per prime. In un confronto fra anziani con valori bassi, rimetterla a posto ha migliorato l'equilibrio del 9% in otto settimane.

Fai misurare il valore. La 25-OH vitamina D si legge in un prelievo normale, meglio a fine inverno, quando il valore è più basso. Se il medico corregge, il controllo si rifà dopo circa tre mesi.

L'errore che fanno quasi tutti. Comprare qualcosa in farmacia senza aver misurato niente. Vale anche il contrario: contare sull'abbronzatura di agosto per arrivare a febbraio.

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È febbraio, la stanchezza dura da settimane e un collega ti passa la sua scatola di vitamina D. Cosa fai?

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Questo articolo è divulgativo: non sostituisce il parere del tuo medico.

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