Stress · 4 min di lettura ·
Bruciore e vista che si appanna alle sei. Cosa affatica gli occhi davanti allo schermo e i gesti semplici che li portano freschi a fine giornata.
Se hai 30 secondi
- 1Ogni 20 minuti guarda lontano per 20 secondi, e ogni ora due minuti in piedi alla finestra.
- 2Schermo a 50-70 cm, bordo alto all'altezza degli occhi: il centro cade 10-13 cm più in basso.
- 3Nei compiti difficili batti le palpebre fino in fondo; se il fastidio dura, decide l'oculista.
Per gli occhi stanchi da computer i rimedi che aiutano di più sono semplici: battere le palpebre fino in fondo, guardare lontano ogni venti minuti, tenere lo schermo a 50-70 centimetri e un po' più in basso degli occhi, rendere l'aria meno secca. Se bruciore e vista annebbiata durano settimane, decide l'oculista.
Sono le sei. Rileggi la stessa riga del contratto, le lettere si sfocano e gli occhi bruciano. Lo vedo spesso nelle persone che seguo: danno la colpa all'età, quasi mai alla giornata che hanno fatto fare ai loro occhi.
Occhi stanchi: quali sono i sintomi?
Bruciore, vista che si appanna, palpebre pesanti e un collo che tira. È l'affaticamento visivo da schermo, che i medici chiamano anche sindrome da visione al computer, e di solito cresce con le ore davanti al monitor.
- Sabbia sotto le palpebre. Occhi secchi che strofini senza accorgertene.
- Lettere sfocate. Ingrandisci il carattere e rileggi due volte la stessa cifra.
- Palpebre di piombo. In riunione fatichi a seguire le slide.
- Collo rigido. Porti la testa verso lo schermo e il collo regge quel peso per ore.
Perché gli occhi si stancano al computer?
Soprattutto perché davanti allo schermo batti meno le palpebre, e spesso le chiudi solo a metà. Poi si sommano la postura, l'aria secca e una vista non corretta per quella distanza.
Le palpebre rallentano. Di solito battono circa quindici volte al minuto; davanti allo schermo si può scendere a cinque o sette. Il freno sembra venire più dalla concentrazione che dal monitor: lo stesso calo c'è leggendo un contratto su carta. Lo schermo aggiunge i battiti incompleti, che non chiudono l'occhio fino in fondo e lo lasciano asciugare.
La postura. Gli occhi sono uno dei sensori con cui il corpo decide come stare dritto. Se la vista fatica, la testa va avanti a inseguire lo schermo e collo e spalle si caricano.
Ogni venti minuti, venti secondi con lo sguardo lontano: la pausa più corta della giornata.
Occhi stanchi da computer: cosa fare?
Venti, venti, venti. Ogni venti minuti, per venti secondi, guarda qualcosa ad almeno sei metri: fuori dalla finestra o in fondo al corridoio. È una regola pratica, sensata e a costo zero, anche se gli studi che l'hanno messa alla prova sono pochi. L'errore che fanno quasi tutti è passare la pausa sul telefono, con lo sguardo di nuovo da vicino.
Palpebre fino in fondo. Quando il lavoro si fa difficile, ogni tanto chiudi gli occhi di proposito, del tutto, senza strizzarli. Le prove sono ancora poche, ma bastano due secondi.
Lo schermo alla distanza giusta. A 50-70 centimetri dagli occhi, più o meno un braccio. Il bordo alto all'altezza degli occhi, così il centro cade 10-13 centimetri più in basso: lo sguardo scende appena e la palpebra copre un po' di più l'occhio. Nessuna finestra o lampada riflessa sul vetro. Sul portatile, un supporto e una tastiera a parte.
Aria meno secca. Aria condizionata e riscaldamento possono seccare gli occhi: sposta la bocchetta che ti soffia in faccia, e apri la finestra ogni giorno, anche d'inverno.
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Sono le quattro, gli occhi bruciano e hai ancora due ore di mail. Cosa fai?
Scegli il gesto che ti costa meno e comincia oggi: gli occhi sono lo strumento di lavoro che usi di più, dalla prima mail al rientro in macchina.


