Mente · 4 min di lettura ·
Dopo pranzo o a metà pomeriggio parte la ricerca del dolce. Di solito le cause sono due, e nessuna si risolve vietandoselo.
Se hai 30 secondi
- 1Dopo pranzo la voglia di dolci è di solito abitudine. A metà pomeriggio, spesso, un calo di zucchero.
- 2Spesso la preparano il pranzo di soli carboidrati, la notte corta e la poca acqua.
- 3Il dolce resta: una porzione a fine pasto, decisa prima.
Le due e un quarto. Hai finito di pranzare da cinque minuti e la voglia di dolci è già lì: il cioccolatino col caffè, il biscotto nel cassetto. Alle quattro e mezza torna, davanti alla macchinetta.
Allora ti dai una regola: da domani niente dolci. Dura fino alla torta della domenica. Lo vedo spesso nelle persone che seguo. Le cause, di solito, sono due, ognuna col suo orario. La voglia di dolci la sera è un'altra storia: ne parlo nell'articolo sulla fame nervosa.
Abitudine o calo di zucchero: come le distingui
- Arriva appena finito di mangiare. A stomaco pieno di solito non è fame, ma il gesto con cui chiudi il pasto.
- Arriva a metà pomeriggio, con la testa lenta. Soprattutto dopo un pranzo di pasta o di pane: qui spesso c'entra lo zucchero nel sangue.
- Va peggio dopo una notte corta. Quando dormi poco l'ormone dell'appetito tende a salire e quello della sazietà a scendere, e il giorno dopo cerchi più carboidrati.
- Passa con un bicchiere d'acqua. Può essere sete, che si scambia facilmente per fame di dolce.
Perché ho voglia di dolci dopo i pasti?
Quando arriva subito, quasi sempre per abitudine. Il cervello aspetta il dolce perché il pasto è sempre finito così.
Il giro dell'abitudine. Il segnale è il piatto vuoto, o il caffè. Il gesto è il dolce. Il premio, spesso, è un'altra cosa: la pausa, due minuti tuoi prima delle mail. Se togli il dolce senza sapere qual è il premio, resta un buco.
A metà pomeriggio, spesso, è la discesa. Dopo un pranzo di quasi soli carboidrati lo zucchero nel sangue sale in fretta e l'insulina lo riporta giù. Ma l'insulina resta alta per parecchi minuti, e lo zucchero può continuare a scendere, a volte sotto il livello di partenza. Lì il cervello tende a chiedere altro zucchero.
Un dolce scelto e mangiato a tavola, con calma, fa parte del pasto.
Come si spegne senza vietarselo
Vietarselo di solito non regge, perché il bisogno resta. Funziona meglio decidere quando e quanto.
Il dolce a fine pasto. Se ne hai voglia, mangialo a tavola, dopo verdure e proteine: fa salire lo zucchero meno dello stesso dolce mangiato da solo alle cinque. Una porzione, nel piatto. Hai fatto una torta? Una fetta a fine pranzo, e il resto in freezer a porzioni, o regalato.
Il pranzo che non crolla. Verdure e proteine prima dei carboidrati, in porzione normale: lo zucchero sale più piano e la discesa di solito è più morbida. Poi dieci, quindici minuti a piedi: i muscoli, quando lavorano, aiutano a usare lo zucchero del pasto.
Tieni il premio, cambia il gesto. Decidi adesso cosa fai quando arriva il segnale: il caffè alla finestra, oppure due passi in corridoio. La pausa ce l'hai lo stesso.
A metà pomeriggio, prima l'acqua. Un bicchiere, e aspetta qualche minuto. Se la fame resta, uno spuntino che sazia: yogurt bianco con le noci, o un frutto intero con qualche mandorla. Il dolce da solo, a quell'ora, è facile che ti riporti alla macchinetta dopo circa due ore.
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Domenica hai fatto una crostata. Lunedì alle cinque arriva la voglia. Cosa fai?
Comincia dal pranzo di domani. Se la voglia arriva lo stesso, guarda l'ora e cosa avevi nel piatto: di solito ti dicono quale delle due è.


