Alimentazione · 4 min di lettura ·
Il crollo delle tre nasce spesso dalla curva dello zucchero, più che dal pranzo «pesante». La addolcisci con l'ordine dei cibi, gli abbinamenti e dieci minuti a piedi.
Se hai 30 secondi
- 1Sonno dopo pranzo, fame presto e voglia di dolce sono spesso la discesa che segue un picco glicemico.
- 2Verdure e proteine prima, carboidrati per ultimi e sempre accompagnati: lo zucchero sale più piano.
- 3Dieci, quindici minuti a piedi appena finito di mangiare, e i muscoli si prendono lo zucchero.
Le tre del pomeriggio, seconda riunione, e le palpebre pesano. Spesso è un picco glicemico che sta scendendo: un'ora e mezza fa hai mangiato un piatto di pasta al volo, lo zucchero nel sangue è salito in fretta e adesso cala.
Alle cinque arriva la fame, e con lei la macchinetta. Lo vedo spesso nelle persone che seguo: pensano che sia l'età. Un po' di salita dopo mangiato è normale. Qui trovi come riconoscere quella che ti porta via il pomeriggio e come ammorbidirla, tenendo la pasta.
Picco glicemico: i sintomi che senti in giornata
- Picco glicemico e sonnolenza. Palpebre pesanti e testa nel cotone un'ora, un'ora e mezza dopo un pasto ricco di pane, pasta o riso.
- La fame che torna presto. Hai mangiato a sufficienza, eppure dopo un'ora e mezza, due, cerchi di nuovo qualcosa.
- Voglia di dolce e di caffè, umore che cambia. Il cervello tende a chiedere zucchero veloce per risalire.
Perché dopo pranzo mi viene sonno?
Spesso per la discesa che segue il picco. Lo zucchero sale in fretta, l'insulina lo riporta giù, e lì arrivano sonno e fame.
Il secchio e il contagocce. Pane, pasta e dolci mangiati da soli arrivano nel sangue tutti insieme, come un secchio rovesciato. Il corpo risponde con molta insulina, che resta in circolo un po' più del necessario: lo zucchero può continuare a scendere, a volte sotto il livello di partenza.
Con gli anni la curva cambia. Il pancreas tende a rispondere più tardi e le cellule ascoltano meno l'insulina: lo stesso piatto di pasta può salire più in alto e restare su più a lungo.
Notte corta e giornata tesa la alzano. Dopo una notte da cinque ore il corpo gestisce peggio i carboidrati. E l'ormone dello stress può alzare lo zucchero nel sangue.
Lo stesso piatto, mangiato in un altro ordine, ti lascia un altro pomeriggio.
Come abbassare il picco glicemico, a tavola e dopo
Verdure, poi proteine, carboidrati per ultimi. La fibra arriva per prima e rallenta quello che segue. Proteine e grassi buoni rallentano lo svuotamento dello stomaco. Così lo zucchero entra col contagocce.
Vesti i carboidrati. Il pane con le uova, il frutto con qualche mandorla, l'avena con lo yogurt greco. L'errore che vedo quasi sempre è lo spuntino «sano» di sola frutta. Il frutto resta, in compagnia. E la porzione conta: anche la pasta integrale, in un piatto colmo, porta molto zucchero tutto insieme.
Dieci, quindici minuti a piedi appena ti alzi da tavola. Il muscolo è il tessuto che toglie più zucchero dal sangue dopo un pasto: se in quel momento lavora, se lo prende subito. Nel tempo aiutano due sedute di forza a settimana: un muscolo allenato ne assorbe di più.
Colazione salata. Uova, yogurt greco, frutta secca. Al mattino, a stomaco vuoto, zuccheri e farine tendono a passare nel sangue in fretta, e un picco alto a colazione può alzare anche quelli di pranzo e cena. La bustina nel caffè e i succhi sono zucchero liquido, il più veloce.
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Pranzo alla scrivania: è arrivato un piatto di pasta al pomodoro. Come lo rendi più morbido?
Comincia dal pranzo di domani. La risposta allo stesso cibo cambia da persona a persona: alle quattro guarda come stai tu.


