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Giuseppe NotarnicolaHealth Performance Specialist
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Alimentazione · 4 min di lettura ·

Salti i pasti, tagli le porzioni e la bilancia resta ferma. Il corpo si sta difendendo, e puoi farlo smettere.

Se hai 30 secondi

  1. 1Se mangi poco a lungo, il corpo abbassa i consumi e il peso si ferma.
  2. 2Saltare i pasti a caso alza il cortisolo e sposta tutta la fame sulla sera.
  3. 3Si riparte da tre pasti completi a orari fissi. Tagliare ancora peggiora.

Caffè alle sette, poi riunioni fino alle tre. Il pranzo salta, o diventa un pacchetto di cracker davanti allo schermo. La sera un piatto di verdure, perché sei a dieta. Lunedì la bilancia segna lo stesso numero di un mese fa.

La conclusione è quasi sempre la stessa: devo mangiare ancora meno. Lo vedo spesso nelle persone che seguo. Ma il corpo fa i conti in un altro modo, e più tagli più si difende.

I segnali prima della bilancia

  • Hai freddo e poca energia. Il corpo ha abbassato i giri, come una casa dove si spegne il riscaldamento per risparmiare.
  • Ti muovi meno senza deciderlo. Prendi l'ascensore, telefoni da seduto, in palestra allunghi le pause.
  • La fame arriva tutta insieme. Di giorno niente, alle nove di sera svuoteresti il frigo.

Perché il peso si ferma

Cosa faresti se ti tagliassero lo stipendio? Ridurresti le spese. Il corpo fa lo stesso: quando le entrate calano di colpo e restano basse, si prepara al peggio e riduce le uscite.

Consuma meno, ovunque. Scendono gli ormoni della tiroide, che regolano quanto bruci a riposo. Ti muovi meno durante la giornata. E spendi meno anche per digerire. Così la quantità che all'inizio ti faceva scendere diventa quella che ti tiene fermo.

Il pasto saltato alza il cortisolo. Per tenere stabile lo zucchero nel sangue senza cibo, il corpo produce più ormone dello stress, che a lungo andare porta il grasso sulla pancia. Un digiuno programmato è un'altra faccenda. Qui parlo del pranzo che salta perché non c'era tempo.

Mangi più di quanto ricordi. Scende l'ormone della sazietà, sale quello della fame, e la sera recuperi senza accorgertene: l'olio aggiunto, la fetta di torta. In persone con più di venti diete alle spalle, il corpo consumava al massimo il 15% in meno del previsto. Il cibo che dichiaravano, invece, era la metà di quello che mangiavano davvero.

Per il tuo corpo una dieta drastica e una carestia sono la stessa cosa.

Da dove si riparte

Dal segnale opposto: il cibo c'è, arriva a orari precisi, puoi tornare a spendere.

Tre pasti completi, alla stessa ora. Colazione, pranzo e cena a orari simili, sempre con una proteina; a pranzo e cena, verdure e carboidrati in porzione normale. Il corpo regola i suoi ormoni sugli orari in cui mangi, e la regolarità migliora glicemia e insulina.

Risali per gradi. Rimetti un pezzo alla volta: questa settimana la colazione, la prossima il pranzo. Tornare di colpo a mangiare come prima fa riprendere peso in fretta.

Tieni fermi i passi. Guarda sul telefono quanti ne fai in una settimana normale e non scendere sotto quel numero. Se a sera ne mancano, esci a camminare dopo cena.

Scrivi quello che mangi. Per tre o quattro giorni, tutto, anche quello che bevi, con l'orario. Vedrai i buchi della giornata e i recuperi della sera.

Pesati una volta a settimana. Stesso giorno, al mattino, prima di colazione. In una giornata il peso può oscillare di due o tre chili, fra acqua e cibo: letto ogni mattina, ti spinge a tagliare quando non serve.

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Mettiti alla prova

Mangi poco da tre mesi e il peso è fermo da quattro settimane. Qual è la prossima mossa?

Mangiare con regolarità quando vorresti tagliare sembra un controsenso, lo so. Comincia dalla colazione di domani, e dai al corpo qualche settimana di ordine prima di giudicare la bilancia.

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Questo articolo è divulgativo: non sostituisce il parere del tuo medico.

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