Alimentazione · 4 min di lettura ·
Digiuno intermittente, come funziona davvero: a chi serve, quante ore bastano e come tenerti stretto il muscolo.
Se hai 30 secondi
- 1Funziona soprattutto perché ti fa mangiare meno e mette ordine nella giornata.
- 2Dodici ore fra cena e colazione sono il punto di partenza, per quasi tutti.
- 3Le sedici ore: un'opzione per chi con le dodici sta già bene.
Il collega dimagrito ti ha detto il suo segreto in ascensore: digiuno intermittente. Come funziona l'hai capito a metà, e lunedì cominci. Via la colazione, due caffè, e fino all'una reggi.
Poi a pranzo mangi il doppio, e alle cinque sei alla macchinetta. È la versione che vedo più spesso nelle persone che seguo. Il digiuno intermittente funziona, a certe condizioni.
I segnali di un digiuno improvvisato
- Il caffè al posto della colazione. Uno, poi un altro.
- L'abbuffata alla riapertura. Mangi in fretta e fatichi a fermarti.
- La sera in dispensa. Dopo cena spizzichi, e il digiuno si accorcia.
- Il sonno più leggero. Vai a letto con la fame e ti rigiri.
Il digiuno intermittente funziona per dimagrire?
Sì, quando ti porta a mangiare meno: il grosso del risultato viene da lì. A parità di calorie e proteine, il vantaggio rispetto a tre pasti regolari è piccolo.
Cambia l'orologio, il cibo resta quello. Mangi dentro una finestra di ore, e nel resto del giorno l'insulina resta bassa: il corpo tende ad attingere di più alle riserve. I benefici del digiuno intermittente dipendono da cosa mangi nella finestra.
Quante ore. Dodici ore fra cena e colazione bastano a mettere in moto gli adattamenti, e vanno bene ogni giorno. Sedici, il digiuno intermittente 16/8, lavorano di più sulla sensibilità all'insulina. Tenute tutti i giorni per mesi, possono rallentare il metabolismo.
Conta anche l'orario. In un confronto di cinque settimane fra uomini con la glicemia al limite, chi mangiava fra le sette e le tre aveva insulina più bassa e meno appetito di chi arrivava alle sette di sera, a parità di peso. Per questo parto dalla cena anticipata, e la colazione resta.
A chi serve, a chi pesa. Aiuta chi la sera sgranocchia e ama le regole semplici. Pesa a chi dorme male, vive sotto pressione o mangia già poco: se il digiuno diventa una prova di forza, il cortisolo può salire e il vantaggio se ne va.
Il digiuno migliore comincia la sera, quando chiudi la cucina.
Da dove partire: le dodici ore della notte
Chiudi la cucina per dodici ore. Per esempio cena finita entro le otto e colazione dopo le otto, in mezzo solo acqua. Così hai anche le tre ore fra cena e letto. A colazione uova, yogurt greco e frutta secca, con il primo caffè.
Le sedici ore, se con le dodici stai bene. Una o due volte a settimana. Il giorno lo scegli prima, senza pesi. Il migliore segue un pasto abbondante previsto, come la domenica: lunedì apri la cucina a pranzo, da verdure e proteine. Per rimediare a uno sgarro, mai. Nell'attesa acqua, tè o un caffè amaro. Uno: a stomaco vuoto, caffè su caffè può alzare il cortisolo, e la fame arriva tutta insieme. Niente bibite zero: il sapore dolce può stimolare comunque l'insulina.
Proteine piene, in meno pasti. Se ti alleni o ti muovi, da 1,6 a 2,2 grammi per chilo al giorno, da 20 a 40 a pasto. In una finestra corta, con due pasti, è difficile arrivarci, e dopo i cinquanta può rimetterci il muscolo: aggiungi un terzo pasto con proteine, e tieni i pesi nelle ore in cui mangi. Il conto è nell'articolo sulle proteine dopo i 40.
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Mettiti alla prova
È lunedì, ieri hai cenato tardi e abbondante, e a mezzogiorno hai i pesi. Cosa fai?
Le sedici ore possono aspettare. Comincia stasera dalla cucina chiusa, e fra qualche giorno guarda come dormi.


