Mente · 4 min di lettura ·
A fine giornata ogni scelta pesa di più. Ci puoi arrivare con la testa ancora lucida.
Se hai 30 secondi
- 1La testa lavora bene su una cosa alla volta, e ogni interruzione la consuma.
- 2Regge meglio a blocchi di lavoro concentrato, con pause vere in mezzo.
- 3La lucidità si prepara anche a tavola, con il movimento e con il respiro.
Sono le sei di sera. Sulla scrivania c'è un preventivo da approvare. Lo leggi, lo riapri, e alla fine lo rimandi a domani. Poi a casa ti chiedono cosa vuoi per cena e rispondi: fai tu.
Il corpo starebbe anche bene, potresti camminare un'ora. È la testa che ha chiuso. Lo vedo spesso negli imprenditori e nei manager che seguo, e quasi tutti reagiscono allo stesso modo: stringono i denti e spingono di più. È la mossa che peggiora le cose.
Come si riconosce
Con la fatica mentale non ti si chiudono gli occhi: ti si accorcia la pazienza.
- Le decisioni pesano. Quelle piccole le rimandi, quelle grandi le prendi di fretta per togliertele di torno.
- Perdi il filo. Apri una scheda del computer e non ricordi più cosa stavi cercando.
- Scatti. La domanda banale di un collaboratore ti irrita, e a casa va anche peggio.
- Cerchi stimoli. Un altro caffè, qualcosa di dolce, il telefono in mano senza un motivo.
Cosa ti svuota la testa
A svuotarti è quasi sempre la somma di tante cose piccole, tutte nella stessa giornata. Quasi nessuna ha a che fare con quanto sei bravo nel tuo lavoro.
Fare tre cose insieme. La mente lavora su una cosa alla volta. Quando credi di farne tre, salti dall'una all'altra. Se lavori così per anni, possono risentirne l'attenzione e la memoria di lavoro, quella che ti tiene a mente i pezzi di un ragionamento mentre lo fai.
Le notifiche. Ognuna è un piccolo stimolo che interrompe l'attenzione e ti rimette a caccia di novità. Ne arrivano decine al giorno, e la testa non resta mai sullo stesso pensiero abbastanza a lungo da chiuderlo.
Il piatto. Una colazione di soli zuccheri fa salire e scendere in fretta la glicemia, e il vuoto di concentrazione delle undici viene spesso da lì. Prima di prendertela con la tua volontà, guarda cosa c'era nella tazza.
La lucidità si amministra, come il tempo.
Come si protegge la lucidità
Le decisioni da prendere restano le stesse. Puoi cambiare l'ordine e il modo in cui le affronti.
Il difficile nella tarda mattinata. A quell'ora molti hanno la testa più lucida per analizzare. Mettici la decisione che conta, e lascia mail e firme al pomeriggio. E ogni mattina scrivi le tre cose importanti della giornata. Tre, scritte, così smetti di rideciderle ogni ora.
Blocchi con una cosa sola. Da sessanta a novanta minuti sullo stesso compito, con il telefono girato, la posta chiusa e le notifiche ridotte all'osso. Poi una pausa vera.
Pause che staccano. Qualche minuto in piedi, alla finestra: luce e movimento rimettono a posto l'attenzione meglio dello schermo. Scorrere i social dà altro lavoro alla stessa testa.
Il respiro prima di decidere. Due inspiri dal naso, il secondo corto, e una lunga espirazione dalla bocca. Da una a tre volte. Quando l'espirazione dura più dell'inspirazione il corpo abbassa i giri, e tu decidi con meno fretta addosso.
Il carburante giusto. In un confronto fra due gruppi, chi faceva colazione dolce aveva fame entro due ore, chi la faceva salata dopo cinque. Quindi al mattino uova, yogurt greco, frutta secca, e a pranzo verdure e proteine prima dei carboidrati. L'ultimo caffè, subito dopo pranzo.
Prova subito
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Mettiti alla prova
Sono le cinque, hai ancora una decisione importante da prendere e la testa è piena. Cosa fai?
Scegli l'abitudine che ti costa meno e comincia da domani. Con la tua testa prendi ogni decisione che conta, in azienda e a casa: merita la stessa cura che dai alla tua agenda.
