sindrome premestruale rimedi

La sindrome premestruale è uno dei più comuni disturbi di salute che affliggono le donne in età compresa tra i 18 e 45 anni.
Lo studio di accreditati sondaggi rileva che:
• circa il 50% delle donne del mondo occidentale, comprese in questa età, hanno i sintomi di questa sindrome
• circa il 30% delle donne prese come campione non adotta alcun rimedio per affrontare i disturbi e aspetta che passino;
• un’alta percentuale di donne assume farmaci antidolorifici autonomamente senza aver consultato il medico ( ovviamente, ripetendosi il problema ogni mese, non è certo questo un approccio salutare.)
Normalmente i sintomi iniziano da una a due settimane prima dell’inizio del ciclo mestruale e peggiorano in maniera progressiva fino all’arrivo della mestruazione.
Sia l’intensità che i sintomi che si possono manifestare variano da donna a donna, ciò che però le accomuna è il peggioramento di queste manifestazioni nel tempo, ciò probabilmente anche a causa dello stress che questa sindrome provoca.
Questi i sintomi più comuni:
1. Ansietà, irritabilità, sbalzi di umore
2. Voglia di dolci, fatica e mal di testa
3. Gonfiori, aumento di peso, dolore al seno
4. Depressione, confusione, perdita di memoria, insonnia
5. Acne, pelle e capelli unti
6. Crampi, mal di schiena, nausea e vomito.

La sindrome premestruale tocca ogni aspetto della vita lavorativa e familiare delle donne che ne sono afflitte. Normalmente,come già detto in precedenza, la reazione più comune in questo periodo è quella di assumere farmaci di tipo antidolorifico o antinfiammatorio (aspirina) e mettersi a letto aspettando che passi il dolore. Difficilmente a qualcuna verrebbe in mente di fare dell’attività fisica.
Questa però potrebbe essere una valida soluzione.
L’attività fisica svolta in palestra, così come delle frequenti passeggiate ad andatura sostenuta, aiutano a smaltire lo stress e a ridurre i dolori muscolari. È stato infatti osservato come le donne che praticano regolare attività sportiva sono quelle che soffrono meno di disturbi dovuti da sindrome PMS.
Si è inoltre notato di come le donne che svolgono un’attività lavorativa sedentaria, sono quelle che soffrono di disturbi premestruali più severi. Diversamente, quelle che svolgono un’attività lavorativa più movimentata sono prevalentemente asintomatiche; ciò conferma ancora una volta l’importanza dell’attività fisica. Il movimento svolge quindi un’azione positiva, anche perchè,durante l’esercizio fisico, avviene la produzione da parte del cervello di endorfine e neurotrofine, ormoni, il cui rilascio provoca una sorta di effetto “oppiaceo” sul nostro corpo, naturali “pain-killer”, antidolorifici che aiutano a tollerare meglio le cosiddette “fitte” o “crampi” contribuendo così a un maggior senso di benessere psico-fisico.
Tante sono le ragioni che mi portano a sostenere che l’esercizio fisico allevia i sintomi della PMS.
I dolori premestruali causano un respiro più veloce e superficiale.
Le donne tendono a contrarre involontariamente la loro muscolatura quando stanno soffrendo, ma la superficialità della respirazione e la contrazione dei muscoli diminuisce il flusso del sangue e l’ossigenazione dei tessuti e questo peggiora la sindrome congestizia della PMS
L’esercizio fisico può migliorare questa condizione, in quanto, l’azione di pompaggio dei muscoli che avviene durante l’esercizio fisico smuove il sangue ed i liquidi dagli organi.
Anche la respirazione è allenabile ed è quindi nell’ottica di questo concetto che da quest’anno ho introdotto Spirotiger tra i metodi di allenamento con i miei clienti. Grazie all’utilizzo di questo semplice e maneggevole strumento è possibile rinforzare i muscoli respiratori riducendo l’affanno, migliorando la condizione fisica e di conseguenza la qualità di vita stessa.
L’esercizio fisico, rinforzando i muscoli lombari e gli addominali, può ridurre il mal di schiena e i dolori al basso ventre. Per non rischiare di commettere errori è però importante essere seguiti da personale esperto che sappia calibrare intensità e durata della sessione allenante in base alla tua condizione fisica e preparazione atletica. La durata totale dell’allenamento si aggirerà intorno ai 35 minuti,tempo relativamente limitato,ma già sufficiente per stimolare il corpo in maniera globale.
Le donne che fanno regolarmente attività fisica spesso riferiscono di avere periodi più corti e minor sanguinamenti.
Esiste anche una correlazione tra fumo e disturbi premestruali: le fumatrici sono quelle che prevalentemente accusano disturbi moderati e severi
Un attenzione particolare anche per quel che concerne l’alimentazione: lo studio di numerose indagini ha dimostrato come le donne che soffrono i sintomi da sindrome premestruale, seguono una dieta particolarmente ricca in zuccheri semplici, grassi e sale Per prevenire o comunque cercare di contrastare questi disturbi, è fondamentale eliminare dalla dieta alcuni cibi e bevande, tra i principali: caffè, tè, bevande tipo cola, superalcolici, alimenti ricchi in zuccheri semplici, cibi e spezie piccanti. Sintomo caratteristico della sindrome premestruale è un marcato aumento della ritenzione idrica (quel senso di pesantezza e gonfiore avvertito soprattutto nell’addome e negli arti inferiori), è per questo che andrebbe ridotto se non addirittura eliminato l’apporto di sale, in quanto ritenuto una delle principali cause di questa problematica. Si dovrà invece aumentare l’assunzione di carboidrati complessi, di fibre e minerali, particolarmente calcio e magnesio. E’ alla carenza di quest’ultimo che sono stati attribuiti molti dei disagi causati dalla sindrome PMS.

Entrando nello specifico,possiamo analizzare come durante la fase premestruale vi sia una maggiore secrezione da parte dell’organismo di mineralcorticoidi, diretti responsabili della ritenzione idrica, in quanto intervengono direttamente nella regolazione del ricambio idro-salino, e, proprio per questo, favoriscono la perdita di magnesio attraverso le urine. In contemporanea a ciò, l’aumento della secrezione di corticosteroidi può causare un ridotto assorbimento intestinale di questo importante minerale. Si attribuisce alla carenza del magnesio la riduzione della sintesi della dopamina e della serotonina. L’alterazione di questi neurotrasmettitori sarebbe responsabile dell’ansia, nervosismo e gonfiore addominale. Il fabbisogno giornaliero raccomandato di magnesio è di 350 mg per gli uomini e 300 mg per le donne, dose che può raggiungere anche i 450mg nel periodo di gravidanza e allattamento. Purtroppo non è sempre facile valutare la carenza di magnesio, in quanto, i suoi ioni sono prevalentemente concentrati all’interno delle cellule. Anche l’esame del sangue risulta quindi inattendibile al fine di verificare una condizione di deficit da magnesio.
Per reintegrare il magnesio, occorre prestare più attenzione agli alimenti che caratterizzano la nostra alimentazione : i vegetali, in particolare, quelli a foglia verde, ma anche finocchi, cavoli di Bruxelles, carote, aglio, cipolla.; la frutta secca (mandorle, noci), i pesci di mare (aringa, merluzzo, ecc.) e d’acqua dolce (carpa); legumi(lenticchie, piselli, fagioli, soia); frutta (mele, pere, ciliegie); semi oleosi (semi di girasole,semi di lino e sesamo); olio extra vergine di oliva; Spesso l’alimentazione purtroppo non è sufficiente per apportare al nostro organismo la giusta quantità di questo fondamentale minerale, si può quindi ricorrere all’assunzione del magnesio tramite integratori, che rappresenta il modo più adatto e veloce per ripristinare una condizione di deficit e ridurre rapidamente i sintomi della sindrome premestruale.
Per informazioni più dettagliate su allenamenti e alimentazione mirati alla riduzione o alla prevenzione di sintomi da sindrome premestruale contattami su info@giuseppenotarnicola.com o lascia una domanda o un commento qua sotto.
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