Informazioni utili sulle intolleranze alimentari parte 1

LE INTOLLERANZE ALIMENTARI 

L’altro giorno ero al ristorante per una veloce pausa pranzo tra una lezione dell’università e l’altra e,mentre mi gustavo lentamente il mio piatto a base di petti di pollo e fagiolini, osservavo le persone attorno a me. Un gruppetto di ragazzi stava consumando in piedi al banco della tavola calda dei panini ripieni di salse (credo fosse senape o qualcosa di simile) mentre discutevano animatamente di qualcosa,una signora stava imboccando frettolosamente il suo bambino con un trancio di pizza patatine  e cola.

Di fronte a questi spaccati di quotidianità mi sono detto:”ma queste persone sono consapevoli del veleno che si stanno somministrando e dei rischi a cui stanno andando incontro?”.

Per esperienza personale nell’arco dei miei studi e dell’esperienza acquisita nel mio settore ho potuto riscontrare come il cibo sia veramente fondamentale nella vita delle persone,ad esso associamo ricordi,esperienze,sfoghiamo sentimenti,frustrazioni oppure celebriamo momenti di condivisione e socialità. C’è però un altro aspetto importante da considerare: dal cibo e dalla sua assunzione possono insorgere diversi tipi di intolleranze che, a lungo andare,se non individuate,possono sfociare in vere e proprie patologie.

E’risaputo che la prima digestione avviene in bocca durante la masticazione del cibo,per cui mangiare di fretta e masticare poco, comporta  un aumento dello stress che può amplificare le intolleranze alimentari.

L’intolleranza può essere determinata da:

– molecole  presenti negli alimenti

– cattivo assorbimento dei principali costituenti degli alimenti

– alterazioni della difesa naturale  intestinale

– alterazione della flora batterica intestinale

La conoscenza delle proprie intolleranze alimentari è  per il paziente  anche  un’ occasione per acquisire

maggiore consapevolezza in merito ad una corretta e  più sana alimentazione.

L’intolleranza alimentare, grazie alla sospensione  temporanea dell’assunzione  dell’alimento  specifico, potrebbe  cosi scomparire.

Cibi fritti, grassi è ormai risaputo che contengono acrilamide,una sostanza altamente tossica che provoca il cancro e produce grossi danni al nostro DNA. Per riuscire ad arginare ed espellere questa sostanza bisogna consumare grandi quantità di cibi ricchi di vitamine e bere molta acqua naturale.

Anche la carne può provocare forti intolleranze,  dato il tipo di macellazione animale che si adotta in Occidente dove,al momento della morte ,gli organismi animali liberano nel sangue tossine molto pericolose, inoltre bisogna considerare che la maggior parte degli allevamenti (soprattutto per quanto concerne i bovini e i suini) utilizza steroidi, antibiotici e psicofarmaci che rendono le bestie più resistenti alle malattie e permettono una crescita più veloce del bestiame ma innaturale.

Il latte e suoi derivati invece sono tra gli alimenti che maggiormente portano ad una manifestazione delle intolleranze con sintomi come colite,gonfiore intestinale,nausee e cafalee. E’un alimento altamente acidificante,da sconsigliare soprattutto alle donne che si avviano alla menopausa e che quindi subiscono già una perdita considerevole di calcio,perdita che può portare all’insorgere dell’osteoporosi. L’intolleranza al latte vaccino non preclude però il fatto che si possa tranquillamente consumare i derivati del latte , infatti la produzione del latte fermentato e dello yoghurt avviene secondo il processo di fermentazione, mentre quella dei formaggi attraverso quella di stagionatura e caseificazione. Sono  i processi di lavorazione che modificano il quantitativo di proteine contenute nel latte, principali fattori scatenanti di allergie, e che rendono i prodotti più o meno digeribili ,infatti ai neonati in fase di svezzamento è consigliabile somministrare formaggi ad alta stagionatura. Da non dimenticare anche il fatto che siamo l’unica specie animale che continua ad assumere il latte anche dopo lo svezzamento e in età adulta alterando cosi il ph naturale del nostro organismo che numerosi studi attestano dovrebbe essere di 7.35- 7.45.

Altre importanti intolleranze che si possono manifestare sono quelle ai cereali (che andrebbero limitati e soprattutto non associati a muffe come i lieviti)che possono portare allo sviluppo della candida intestinale, alle varie tipologie di pesce, ai nitrati che sono contenuti soprattutto nelle verdure in foglia che li assumono dai fertilizzanti  usati in agricoltura ma anche dall’acqua, alla frutta.

Fondamentale è quindi, in caso di disturbi ben localizzati e individuati vicino agli orari dei pasti, parlarne con il proprio medico ed effettuare in breve tempo il test per le intolleranze alimentari ,in modo tale da capire quali siano gli alimenti da escludere per un po’ dalla nostra dieta,e seguire un’alimentazione composta all’80% da cibi alcalinizzanti e al 20% da cibi acidificanti. Queste piccole attenzioni,oltre a quelle di mangiare lentamente magari senza farsi distrarre dal telegiornale che potrebbe innescare meccanismi di stress, ci aiuteranno a vivere al meglio la nostra vita e ad appropriarsi di un’alimentazione più sana e più a nostra misura.

Se vuoi saperne di più od effettuare i test per le intolleranze alimentari  contattami al 3289266107 oppure su info@giuseppenotarnicola.com e se vuoi lascia un messaggio qui sotto.

Io e il mio staff saremo felici di rispondere alle tue domande o eventualmente di  fissare un incontro.

 

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