Dieta dei Gruppi Sanguigni

La dieta dei gruppi sanguigni è stata realizzata dal naturopata americano di origini italiane Peter D’Adamo.

Secondo D’Adamo la scienza dei gruppi sanguigni ci fornisce le conoscenze e gli strumenti che ci consentono non solo di migliorare la nostra vita attuale, ma anche di perpetuarne i miglioramenti, codificandoli nel nostra memoria genetica.

Tale dieta si basa sul principio che i gruppi sanguigni sono comparsi proprio in base al diverso tipo di alimentazione via via seguito dall’uomo nel corso della sua storia. Quindi bisognerebbe alimentarsi con i cibi con cui il nostro gruppo sanguigno e’ stato settato e calibrato nell’arco di milioni di anni.

Ogni gruppo sanguigno ha origini e caratteristiche ben definite.

 

I vari gruppi sanguigni

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Il gruppo 0 e’ quello più antico e diffuso, ed è comparso circa 40.000 anni fa nel continente africano per poi diffondersi in Asia e Europa. A quel tempo i nostri lontani progenitori erano cacciatori e raccoglitori. D’Adamo lo etichetta come “il Cacciatore”.

Il gruppo A, secondo D’adamo “l ‘Agricoltore”, avrebbe fatto la sua comparsa evolutiva ben 25.000/15.000 anni fa in Medio Oriente, in seguito all’introduzione dell’agricoltura e all’allevamento degli animali.

Il gruppo B e’ stato etichettato come “il Nomade” che avrebbe fatto la sua apparizione 10.000/15.000 anni fa tra le popolazioni mongoliche e caucasiche dell’Asia centrale attorno all’Himalaya.

Il gruppo AB: “il Misterioso” e’ il gruppo piu’ recente e raro, appena 1000 anni e’ rappresenta la fusione tra il gruppo A e quello B in seguito alla vittoria dei barbari (B) sui romani(A).

 

Gli effetti del cibo nella dieta dei gruppi sanguigni

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La teoria di D’Adamo per la dieta dei gruppi sanguigni si basa su questa ipotesi storica e sull’esistenza delle lectine: particolari sostanze proteiche destinate a legarsi ad altre molecole agendo come una sorta di colla.

Queste sono presenti anche nei cibi e, secondo lui, a volte sono incompatibili con uno o più gruppi sanguigni. Espleterebbero allora erroneamente la loro funzione e si «incollerebbero» a un organo, dando il via in quel punto a un processo di agglutinazione dei globuli rossi e alterando la funzione di quell’organo. A seconda del gruppo sanguigno, le lectine contenute in certi alimenti possono:

  • infiammare le pareti dell’apparato digerente,
  • interferire con i processi digestivi, provocando gonfiore,
  • rallentare il metabolismo, rendendo meno efficiente la combustione degli alimenti a scopo energetico,
  • compromettere la produzione di insulina, alterare l’equilibrio ormonale, provocando ritenzione di liquidi, disturbi della tiroide.

Siccome le lectine abbondano in alimenti come cereali, verdura, legumi, pesce, crostacei e molluschi, sarebbe molto difficile evitarle. La chiave per una buona salute consisterebbe nell’eliminare solo le lectine che sono incompatibili con il nostro gruppo sanguigno.

Su questo assunto, D’Adamo ha elencato quali cibi sono più o meno adatti nella dieta dei gruppi sanguigni e li suddivide in:

Benefici:Alimenti che contengono sostanze che migliorano la salute metabolica,immunitaria o strutturale del gruppo sanguigno in esame.

Indifferenti:Alimenti che normalmente non presentano effetti diretti ne’ benefici ne’ dannosi per il gruppo sanguigno considerato.

Da evitare:Alimenti che contengono sostanze dannose per il gruppo sanguigno in esame.

 

Qual’è il cibo più adatto a me?

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Gruppo 0:

Consumare piu’ volte a settimana moderate quantita’ di carne magra di qualita’  preferibilmente al sangue o poco cotta.

Includere nella dieta varie porzioni di pesce di acqua fredda ricchi di omega 3 che aiutano a combattere le infiammazioni, migliorano il funzionamento della tiroide e attivano il metabolismo.

Consumare pochi latticini, meglio evitarli in quanto difficili da digerire.

Eliminare il frumento e tutti i prodotti che lo contengono, a volte anche quelli contenenti avena.

Limitare meglio se escluderli i fagioli, le patate, le lenticchie, gli arachidi e il mais.

Mangiare grandi quantita’ di frutta e verdura.

Sostituire il caffe’ con il the verde preferibilmente: Infatti caffeina e teina favoriscono la produzione di adrenalina e noradrenalina e facilitano l’accumulo di stress. Per migliorare la risposta allo stress ricorrere agli “adattogeni” come la Rhodiola Rosea, l’ Acido Lipoico e le Vitamine del gruppo B.

Per gli spuntini via libera alla frutta secca.

Strategie di comportamento

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Consumare tutti i pasti compresi gli spuntini seduti a tavola e masticare lentamente.

Allenarsi 3 volte a settimana per non piu’ 60-75 minuti per evitare l’innalzamento del catabolico ormone cortisolo.

Quando vi sentite in preda all’ansia dedicatevi a qualche attivita’ fisica.

Se fumate smettetelo di farlo e tenetevi lontano da qualunque genere di stimolanti.

Evitare gli antidepressivi che inibiscono le MAO ( Mono Amino Ossidasi): ovverodegli enzimi che distruggono le catecolamine adrenalina, dopamina e serotonina, in quanto tale gruppo ne produce gia’ di per se molte.

 

Gruppo A:

Evitare di mangiare troppa carne in quanto tale gruppo ha una bassa acidita’ gastrica e carenza di fosfatasi alcalina nell’intestino e quindi di difficile digestione.

Evitare patate, cavoli, melanzane, pomodori, frumento.

Ricavare il fabbisogno proteico soprattutto dalla soia e dal pesce fresco.

Consumare quantita’ moderate di latticini evitando i derivati freschi del latte.

Mangiare fagioli in quanto fonte vegetale essenziale di proteine nobili.

Mangiare grandi quantita’ di frutta e verdura, noci e frutta secca (toccasana per il sistema cardiaco).

Consumare cibi ricchi di vitamina A come le carote, spinaci e broccoli per stimolare la produzione di fosfatasi alcalina nell’intestino.

Limitare il consumo di zucchero, caffe’ e alcol.

Per migliorare la risposta allo stress ricorrere agli “adattogeni” come il Ginseng Coreano o Cinese, il Ginkgo Biloba e il Terminalia Arjuna.

Strategie di comportamento

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 Non saltare i pasti ma farne piccoli e frequenti.

Fare una colazione equilibrata con cibi piu’ proteici.

Fare dell’esercizio fisico che non stressi molto o innalzi troppo il cortisolo.

 

Gruppo B:

Consumare piu’ volte a settimana moderate quantita’ di carne magra di qualita’  preferibilmente al sangue o poco cotta.

Includere nella dieta varie porzioni di pesce di acqua fredda ricchi di omega 3 che aiutano a combattere le infiammazioni, migliorano il funzionamento della tiroide e attivano il metabolismo.

Evitare pero’ pollo, mais, grano saraceno, lenticchie arachidi e pomodori.

OK ai latticini in quanto tale gruppo riesce ad utilizzarli per la costruzione della massa dei tessuti attivi, contribuendo cosi’ a incrementare l’attivita’ metabolica.

Via libera a uova, qualunque pesce e i frutti di mare, eccellenti fonti proteiche, fagioli e legumi semi e frutta secca, frutta fresca e verdura.

 Strategie di comportamento

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Non saltare i pasti ma farne piccoli e frequenti.

Praticare la meditazione e la visualizzazione per combattere efficacemente lo stress.

Per migliorare la risposta allo stress ricorrere agli “adattogeni” come il Ginseng Coreano e quello Siberiano, estratto di foglie di Bacopa Monniera, Tribulus Terrestris e Radice di Liquirizia.

 

Gruppo AB:

Limitare la carne ed escludere il pollo a causa della bassa acidita’ gastrica come nel gruppo A.

Evitare mais, grano saraceno, fagioli di lima e di spagna.

I latticini possono essere consumati con moderazione.

Via libera a uova, frutta, verdura e frutta secca.

Ricavare il fabbisogno proteico soprattutto dalla soia e dal pesce fresco.

Consumare quantita’ moderate di latticini evitando i derivati freschi del latte.

Evitare caffeina e alcol.

Consumare cibi ricchi di vitamina A come le carote, spinaci e broccoli per stimolare la produzione di fosfatasi alcalina nell’intestino.

 Strategie di comportamento

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Evitare di mangiare in modo insufficiente o saltare i pasti.

Se fumate, smettete di farlo e tenetevi lontano da qualunque genere di stimolanti.

Combinate attivita’ fisiche intense e pratiche rilassanti come l’Hata Yoga efficacissima contro lo stress.

Per migliorare la risposta allo stress ricorrere agli “adattogeni” come la Citrullina, L’Tirosina, Glutammina e l’Acido Folico.

 

 

Ovviamente eseguire una dieta del genere richiede anche un team di specialisti che ti segua durante il percorso, dal momento che non devi dimenticare che tu sei un entità biologica unica e come tale avrai delle risposte individuali che avranno bisogno di manovre specifiche per permettere l’ottimizzazione della dieta senza incorrere in problematiche di qualunque genere.

Sconsiglio vivamente questa dieta senza essere seguiti da un biologo nutrizionista sportivo.